Il 2 giugno di ottant'anni fa, gli italiani andarono alle urne e scelsero la Repubblica. Fu un voto storico: libero, universale, partecipato. E, per la prima volta nella storia del Paese, anche le donne espressero il loro suffragio. Come ha scritto il Presidente Sergio Mattarella nel messaggio ai Prefetti d'Italia, «la Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia», con un popolo che affluì ai seggi «con straordinaria partecipazione e compostezza».
Ottant'anni non sono un numero qualunque. La Costituzione che quella giornata contribuì a costruire — fondata sui principi di libertà, uguaglianza e solidarietà — resta il patto fondamentale della nostra convivenza civile. Un patto che oggi, in un tempo in cui la pace e la libertà tornano a essere valori da difendere, non si può dare per scontato.
Per una scuola, questa ricorrenza ha un significato preciso. L'educazione non è mai uno sfondo neutro: è la condizione che rende la libertà autentica. Un voto libero presuppone una coscienza libera. E una coscienza libera si forma — si è formata nel 1946 e si forma ogni giorno — tra i banchi, nel dialogo, nell'abitudine a pensare con la propria testa.
Educare alla cittadinanza democratica non è un'aggiunta al curriculum: è il cuore del nostro mandato.
Buon 2 giugno a tutta la comunità scolastica.